Le vie della materia e le carrettiere dello spirito

Buongiorno malkut è l aurora del mondo, incapace di arrivar prima solo del primo pianto del neonato, laddove i siderali viaggi di quel che esisteva nell emanazione raccoglievano i frutti di cicli Karmici reincarnandosi con la luce dentro le ombre.

La trasmutazione in questo sentire nell’ intima percezione di quel che avviene con il primo respiro saluta la sua venuta cedendo una lacrima ,quando si è ancora completamente immersi nel se e nulla di questo regno inquina ancora la pietra che originariamente si posava angolare per poi cadere nell’ informità ; il suo tempio era eretto in posti ignoti, dimenticati, che solo in brevi ed incostanti attimi ritrovavano il giaciglio.

Eccoci dunque; nonostante gli anni da quel pianto , nel mezzo della via deserto, la coraggiosa scelta di chi sceglie tra le difficolta nascoste dal SE, colui che modellerà questa vita, colui che filerà via via , coinvolto con le alte sfere del tempio, forse è questo il senso di un gomitolo simbolo di un groviglio di atti disattenti, poi al tornar della luce una mistica attenzione e tutto diviene chiaro seppur per i pochi istanti che ci separano da un riflesso …anche li tutto diviene relativo quando si pensa di guardare il presente, ma la luce del di fuori mai lo è stata .. l’abbiam creduta questo si , affermata per poi difenderla a spada tratta, ma ella conservava, davanti l imprudenza, la sfacciataggine di una bugia, quando cercavamo l oro noncuranti che era già li dentro noi,

Attraversammo la linea dell equatore alle 23,35 ora terrestre del 30 ottobre
1978,dopo aver viaggiato per alcune ere tra le regioni siderali, mercurio e Saturno
in scorpione,i ladri ancora una volta diedero vita alle loro catene d’oblio,
fiutammo qualcosa prima di separarci, venne un pianto, mi incarnai nel centro di
Roma,dimenticando velocemente tutta L’eternità.
La storia d’ogni essere su questo pianeta d’altro canto. L’essere che dimentica se
stesso, la presunzione,la visione di jesod;la via del deserto,
desiderare,desiderare,desiderare fino ad accorgersi che nulla è’ stato senza di te,
i tentativi soffiati al vento di riconoscere la vita, lo stato dell’essere ad esprimere
Dio, non il suo nome, urlammo per chiamarlo, ma in quell’ istante “svanì ogni cosa
che brilla.”
Della mia infanzia, ricordi d’acqua scivolare tra le dita , afferrare un solo istante
del divenire avanti, avanti era tanta ricchezza, la felicitá ė una grazia troppo
grande per alzare le spalle, ma sono gli odori ad aver scandito il tempo, la
spianatoia per schiacciare le patate, le incisioni del coltello sul legno infarinato,
la culla di mio fratello appena venuto al mondo, la borsa di cuoio di papà.

M’avviai
al mondo così come tutti senza averlo chiesto,un fortunato mondo questa volta,
conservo L amore che ho avuto come pleroma, Solo l’amore ė stato a portarmi fin
qui, solo l’amore è stato capace di trasformare un sogno di normalità. Un
racconto cosa è? UN racconto di un uomo è come il tempo di lì fuori, sempre in
divenire e non puoi fissarlo con nulla a meno di non ricorrere ad un processo
alchemico e tentare di trasformare la materia in spirito..

spiritualizzare la materia? Che processo ė?

Ed eccolo il ricordo che affiora, una bicicletta, 12 anni, i miei
capelli, gli amici… “perché, a volte, le cose alle quali penso si avverano? Capita
anche a te? Sì, capita anche a me!“ che cosa folle, la follia d’un’età che vive ancora
qualcosa di quello che fu, ancor prima di essere quel che è, una cosa lontana ma
stringi stringi… lì al fianco, “eso”, senza riconoscerla, e pedalavo, pedalavo anche
quando una mantide cadde da un albero tra i miei capelli, caddi… la ritrovai sul
viso terrorizzato dalle sue minacciose chele terrestri, ed ancor oggi mi chiedo che
segno sia stato quello se ancor oggi lo ricordo. Le mie domande non hanno
risposta, si sciolgono come cera, liquide al cospetto d’un destino la cui grande
ed unica fiamma rimane il cuore al centro di una croce, perché se in questa vita
geme il monero, allora non è il tempo degli anni a svelare il significato, ma
l’armonia o la disarmonia delle vibrazioni, ed ogni uomo, proiettato alla verticalità
dell’essere simbolo, detiene la necessità di sondare i solchi lasciati tra le storie
della storia, invaghito da una potenza: che lo scegliere un libro sia esercizio
dell’uomo e del libro.

Il gomitolo è l’unico strumento per non perdere il seme, l’oro nel fango, ed il
lavoro di reintegrazione che presuppone quello sul condizionamento è così
maledettamente sfuggevole. Di cosa parliamo ? Cosa è che non si vede? non si
vede e si manifesta. È sempre l’uomo a scegliere, qualora si scelga appunto di
parlare di spirito; nessuna religione,nessuna bandiera,nessuna ricchezza,nessun
potere,nessuna materia. Chi ero e cosa sono ora io ? cosa ė rimasto di quel che
ero?

FENOMENOLOGIA DELL’ACQUA (la memoria spirituale) Lo spirito si manifesta
solamente qualora lo si creda, poiché la sua memoria non si rifornisce dalla
cronologia di una serie di eventi messi in fila sui quali ha messo mano L ego per
garantirsi lunga vita,cercando sottilmente che una proiezione divenga motivo del
seguire un immagine,costruire un parallelo e viverci dentro, guarda come sono
bravo a seguire la realtà! No, la memoria dello spirito s’arricchisce in spessore,
conserva L essenza ed eliminando la scorsa può garantirsi altro, Chi teme di non
avere una memoria spirituale è costretto a ricorrere alla memoria dell’ego per
poter conservare i ricordi, Quindi i ricordi saranno intesi al di là del loro apparire
poiché sono sostanza tutt’altro che fisica, poiché in quel caso sarebbe da
intendere con altri occhi. Ė in questo ambito è interessante approfondire cosa sia
la spiritualità del fenomeno, abbiamo il potere di studiarlo,di comprenderlo ma lui
sará sempre su un piano altro . Non tralasceremo qui un fatto, in effetti non
trascurabile; le memorie vanno sempre considerate entrambe,nel mondo di
malkut non c’è spazio per il solo spirito, valutiamo il nostro essere al mondo come
sine qua non di una condizione, la più condizionante :quella terrestre.

Ricordi saldi come fondamenta,a volte li puoi sentir respirare….chiudo gli occhi
ed è la mia Sicilia, L’odore dei miei Nonni, l’odore della Sicilia…dov’è? Qui è
amore, un angolo,un onda,la miscela, ed il sole che andava su e su fino al centro
d ogni respiro, ed ė verità dello spirito e di tutto il resto, come se il mio
subincoscio chiamasse, con amore chiamasse. DEi quindi,DEi umili
d’entusiasmo, d’essere siddharta, tra le individualità, straordinariamente
semplice , non perché sia da sottovalutare, ma perché è L esempio dei ricordi a
guidarci, ed allora i maestri dei giorni fiorenti sono i responsabili di tutto quello
che saremo da grandi in vita e oltre.se avremo amore amore daremo, viceversa
qual’ora nell’intimo e bada bene nell’inconsapevolezza d’un momento terreno
accetteremo i voleri di jaldabaoth,questi arricchiranno i fiati senza luce ed il
nostro spirito ritarderà il suo compimento.
Era il calore steso dal vento a squarciar la vista oltre i nastri delle tende per gli
insetti, luce delle 11 di mattina, affogar quel che non ricordo,tra le curve di un
cucchiaino da caffè risalire tra turbini e mulinelli da bicchiere quasi pieno e mai
stracolmo, un albero lì nel cortile e la follia di un giuramento; di ricordarlo per
sempre,fino all’ultimo pensiero prima della morte.La mia morte. Ed ancor
oggi,credo,sia stato uno dei momenti più dolci della mia vita. Ed ancor oggi L
albero e li nel giardino della mia infanzia. Colui che teme di non avere una
memoria spirituale è costretto a ricorrere alla memoria dell’ego per poter
conservare i ricordi, chi ha una memoria spirituale è sempre pronto a dimenticare
tutto, perchè sa che le essenze importanti delle esperienze rimarranno incise
nello spirito senza bisogno di essere fissate nella memoria artificiale. La memoria
dello spirito ė il custode dell’eternitá.
Difficilmente il risveglio, coincide con una definitiva maturità spirituale, le scorie
mentali persisteranno, la conoscenza chiederà il suo tempo per stabilizzarsi,
ecco il cercatore d’oro nel fango.

Questo tempo è logoro, non in quanto tempo ma in quanto regno, La via è sempre
aperta in tutti gli stati della memoria, il mago ci chiarirà L aspetto della volontà
dell’uomo che dovrà essere illuminata dalla saggezza, per manifestarsi
nell’azione,realizzando così il suo pensiero che potrá essere indirizzato
giudiziosamente o no, secondo l’intuizione,nel cerchio tracciato dalle leggi dell
universo. I simboli lavorano su infiniti piani solo se si è in grado di aprire un’unica
porta.


“LA MISURA DI UN ERRORE È AL TEMPO STESSO LA MISURA DELLA VERITÀ
CORRISPONDENTE”
Le parole di Luis Claude de Saint Martin generano reazioni, il filosofo incognito
lascia il suo messaggio ed è un messaggio dello spirito, quel che lui lascia è
eterno e quindi non lo lascia affatto ma semplicemente lo intercetta, quindi la sua
attività come quella di altri cercatori d’oro è di stabilizzare la conoscenza
sintonizzando la forma eterica dello spirito. Quel che non si vede crea la
sostanza,”la sostanza forma il pensiero, il pensiero forma le parole, le parole
formano le azioni, queste , le abitudini, il carattere per arrivare a generare il

destino.” La porta prima di essere aperta ha bisogno di essere riconosciuta, la
memoria dello spirito ricorda il padre ed a lui risponde solo se siamo in grado di
superare il limite del sensibile, dobbiamo porre attenzione,volontà di basalto, e
predisporci ad essere modellati come argilla..nella corretta intenzione il contatto
con la nostra memoria spirituale sará immediato. Non deteniamo la verità, quello
che abbiamo sono solo i frammenti della verità, frammenti di uno specchio
appannato dalle moltitudini, errore non è sbagliare, sbagliare per l’uomo è atto
dovuto proprio perché misura la distanza che ci separa da una conoscenza …mi
spingerei oltre,nessuna verità potrà mai essere acquisita senza l’errore, questo
assume un duplice aspetto: percorso della memoria dello spirito, ma anche il
percorso adottato dall’ego e qui non vi sono maestri che possono venirci in
aiuto… (ecco perché il concetto di obbedienza non funziona). “C’è nell uomo una
conoscenza sensibile di una causa attiva ed intelligente” il cui lavoro primario è
arricchire quella verità; lo potrà fare nella consapevolezza dell’individuo solo se
egli si libererà dalle moltitudini. L’iniziazione è una via senza ritorno. Un
auto/monito devo pur farlo, è possibile evitare quel che esiste dentro di noi? no
questo non è possibile da malkut non so puo fuggire.

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