La raccolta di pensieri che mi accingo a fare, non vuol essere una dotta espressione di notizie e avvenimenti di natura puramente storica , l intenzione e quindi l interazione, appartiene si a condizioni dettate in contesti di apprendimento reale ed essoterico, ma intimamente lega avvenimenti noti e meno noti, con  inevitabili lacune di conoscenza proprie dei limiti stessi dell’  apprendere, a movimenti i cui manifesti possono risalire dalle viscere del sentire fino ad arrivare a scaldare il sangue che per pura licenza poetica si definiscono : emo-zioni dall altro.

Non saremo quindi giusti, poiché non saremo imparziali, saremo giusti perche ameremo quelle figure che nel tempo hanno offerto all’umanità, ai nostri bistrattati cuori, vie che portano all’essenza e seppur nel tempo di ognuno, intenderemo riconoscere tanti volti ed un solo riflesso.

Qualche anno fa, entrammo, con l’attrezzatura per un’intervista, a casa di Gianni Minà, era al telefono e parlava in spagnolo, ridacchiava mentre  faceva segno di metterci comodi, cosi ebbi modo di curiosare seduto sul divano del salone, un arredamento sobrio dove lo spettacolo era dato dall immensa quantità di libri esposta in modo apparentemente confuso quando la realtà che immaginavo era quella in effetti di una grande operatività intellettuale e perche no cardiaca  , tra appunti presi qua e la come fa il ragno che tesse la via per il suo bottino e fotografie che lo ritraevano  tra Fidel Castro e Diego Armando Maradona .

Tempo di un paio di minuti, salutò l interlocutore con un Ciao Luis, si diresse verso noi esclamando con la sua sibilante “S” scusate, ero al telefono con Sepulveda mi raccontava del 1978 , quando raggiunse le brigate internazionali Simon Bolivar in Nicaragua,

la cosiddetta rivoluzione Sandinista portava ancora il suo messaggio dalle idee di Augusto César Sandino, la figura cardine della rivoluzione contro la presenza militare americana in Nicaragua a cavallo tra il 20 e il 30 del secolo scorso.Minà si accomodò con noi sul divano, volle sapere i temi dell’intervista, con mio estremo gusto, la rifiutò, per l’insensatezza del chiedergli da parte del giornalista o presunto tale l’elenco dei 10 nomi che avevano fatto l’epoca del xx secolo, d’altra parte come poteva sintetizzare 10 nomi nella mediocrità di 45 secondi in tv.

Al punto arrivammo quando il giornalista andò via, preoccupato dalla reazione del Capo autore al telefono.

Rimasi quindi ancora qualche minuto quando mi regalo, dopo qualche mia domanda, la rivista trimestrale che con alcuni amici redigeva.La rivista si chiamava “ Latinoamerica e tutti i sud del mondo” Prima di andarmene, con la telecamera a tracolla, mentre mi diceva della pericolosità dell O.N.G infiltrate con chiari scopi di destabilizzazione da parte di Washington, prima di chiudere la porta offri poche parole dal valore di qualche seme:

nella storia, alta o bassa, puoi scorgere e devi provare ad individuare il senso rivoluzionario e scinderlo dal reazionario. Poi chiuse la porta.

Nel globo Malkuttiano, espressione che mi piace di tanto in tanto ripetere, vi è un rapporto che vale sempre la pena rinfrescare, il concetto di luce e la sua assenza chiamata ombra. La psiche umana è “una totalità conscia e inconscia allo stesso tempo”.

La coscienza individuale (che è il prolungamento di quella collettiva) è indissolubilmente legata e stabilisce un rapporto di reciproca interazione con l’Io; quest’ultimo ha un posto di estremo rilievo nella totalità della psiche e assume la funzione fondamentale di rapportarsi col mondo interiore e con quello esterno.

Jung, nelle sue teorizzazioni, non parla quindi di Doppio, ma introduce nella psicologia analitica il concetto di “Ombra “, che classifica anche come archetipo.

L’Ombra è vicina all’uomo e ne cela l’inaccettabile; l’Ombra, la figura proiettata sulla parete, che insegue l’individuo anche quando si allontana, è uguale nella forma ma opposta nei movimenti e direzione. L’Ombra è qualcosa che esiste solo in presenza della luce, poiché un corpo immerso nel buio non ha parti oscure, non ha Ombra. Luce e Ombra sono quindi considerati come metafore del Bene e del Male, Positivo e Negativo. Gli aspetti della natura istintiva dell’uomo che, per incompatibilità con la forma di vita scelta coscientemente, non vengono vissute e si uniscono a formare nell’inconscio una personalità parziale relativamente autonoma.

Un soggetto è spinto, poi, a scorgere negli altri quegli impulsi, quelle mancanze e quei difetti che in realtà sono suoi (appartengono alla sua Ombra) e che egli nega di possedere. Il riconoscimento dell’Ombra, quindi affrontare il proprio negativo, accettare che il Male può essere presente anche dentro di noi, non proiettarlo solo all’esterno, su altre persone, ma accettare la propria intima natura duale, sembra essere la meta desiderata, il risultato di ogni efficace processo di individuazione.

Un famoso proverbio cinese recita; Quando punti il dito per condannare, tre dita rimangono puntate verso di te…” 

Cosa accade all’essere umano che veicola la sua ombra e ne fa una questione collettiva appunto?

Quali sono le forze che agiscono in tal senso e soprattutto; come l’uomo riesce ad incarnare un simbolo e farne gioia e crocifissione per poi contare in tempi tutto sommato brevi nell’ ordine di 200 -300 anni centinaia di milioni di individui massacrati dai loro fratelli per il perpetuarsi della natura che tra Abele e Caino pone la piu alta verità. Ovvero l’ipocrisia di essere nato ma non divenuto uomo

Quale è il prezzo da pagare quando si cerca di rimuovere le fondamenta delle convinzioni accettate e predisporre collettivamente gli esseri umani ad una nuova carica intellettuale?

Possiamo essere così alti da presumerlo?

No, quantomeno il sottoscritto,
quel che tuttavia ci è lieto e confortante sono le presenze verso le quali ci adoperiamo affinché quel rapporto così mal distribuito di cui sopra non disperda le piccole e labili tracce di fotoni vaganti.

Ebbene;  ricordare i maestri passati non è retorica.

Omaggiare il sacro sacrifico senso della loro vite, d’altro canto; per il bene della comunità Ifigenia è sacrificata. scegliere la comunità è questione di vita o di morte.

Difficile quindi che nell’ era del controllo su qualsiasi informazione circolante, si palesino figure rilevanti in grado di far cadere il velo e porre lo status quo, ovvero   il potere costituito detenuto da Nazisti ripuliti ,  tanto da scomodare gli apparati piu alti del governo globale .

E tempo di ricordare Giuseppe Mazzini:” non vi è nessuna emancipazione senza elevazione spirituale”

Idea talmente alta da trovare nel Marxismo un sostituto al fine di preservare la presenza  materialista grande compagna del conservatorismo al di sopra dei quali si sviluppano le correnti liberiste e la società liquida.

Nelle squallide figure imperanti scoprirne  quindi,  il tallone d Achille, l unica cosa della quale hanno effettivamente timore è la coscienza che si libera da un “banale respirare”

E tempo di rileggere Giordano Bruno : ““È prova di una mente semplice e molto primitiva che uno desideri di pensare come le masse o la maggioranza, semplicemente perché la maggioranza è maggioranza. La verità non cambia perché è, o non è, creduta dalla maggioranza delle persone.”

Lasciate a questo punto che racconti una storia. Una storia che attraversa il tempo.

Sabato 2 dicembre 2023 ore 10.02

Aeroporto di fiumicino prima dell’ imbarco

Sento la necessità di inviare questa mail al caporedattore poco prima della partenza per Londra

“La storia di  Julian Assange ha fatto sì che balenasse in me la  figura di…Giordano Bruno.,. Non è stato un considerare mentale, ma cardiaco.”Le vicissitudini di tutti coloro che hanno alzato la voce contro l’ordine costituito in nome della verità sono al tempo stesso i tabernacoli dove son conservate le nostre libertà, quel che ancora faticosamente rimane nei sogni di colui che non nasce uomo, ma ci diventa. Scusate la lungaggine, ma sento di condividere.

oggi sono emozionato.

Un abbraccio grande.”

continua….

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